Questa mattina in acqua ho avuto la grazia di percepire tutto questo. Durante un gruppo di Watsu con le famiglie, ho sostenuto in galleggiamento una bambina di sei anni poi ho accolto anche il suo fratellino di sei mesi tenendo il suo occipite con una mano e il sacro con l’altra.
Lui ha spontaneamente appoggiato la sua mano sulla testa della sorellina. Ho cercato di mettere a tacere il mio Ego. Essere acqua e ascolto. Ho lasciato che a prevalere fosse la qualità del tessuto del piccolo di sei mesi, tutto connettivo. Questa qualità a poco a poco ha raggiunto anche la sorella e i genitori che guardavano abbracciati e in risonanza.
Siamo usciti dall’acqua con un senso di gioia e gratitudine, avanzando un poco verso la percezione della realtà come illimitata.