Quando sono apparse, le scarpe a cinque dita hanno colpito per la loro particolarità, tanto da venire esposte anche al MOMA di New York. Ma la vera novità è stata rendere da subito evidente come fino a quel momento tutte le scarpe siano sempre state progettate senza mai partire dalla conoscenza ed esperienza del piede. Queste scarpe sono state disegnate per passione da Robert Fliri, un designer che voleva trovare un modo per camminare a piedi nudi sulle montagne aspre e sassose dietro casa sua, nel Sud Tirolo, senza provare dolore o rischiare di farsi male.
Ai tempi Fliri frequentava a Bolzano una scuola di design. Nel frattempo, per guadagnarsi da vivere faceva il boscaiolo. Lavorando fisicamente nei boschi si era accorto come ogni volta che indossava calzature tradizionali il vigore e la salute del suo corpo si spegnevano, e fu proprio questo a spingerlo alla ricerca.
Sono nate così le scarpe Fivefingers, vincitrici del premio “miglior innovazione del 2007” del Time Magazine e pochi anni dopo, nel 2011, se ne vendettero già più di due milioni di paia negli soli Stati Uniti.
È stata una rara combinazione tra una naturale consapevolezza propriocettiva e una grande passione per la libertà fisica a permettere a Fliri di disegnare e realizzare una calzatura che ha offerto a chiunque l’opportunità di sperimentare il piacere di sentire l’apertura dei propri piedi e di gustarne gli effetti sull’intero essere.