A un estremo abbiamo il desiderio delle belle vesti, dei gioielli, dei profumi e dei cosmetici che, da soli, mascherano la naturalezza del corpo e la sua istintività, trasformando la persona in una bella indossatrice. Dove non c’è spontaneità nei movimenti, naturalezza nell’espressione delle emozioni, la femminilità vera si eclissa.
Al polo opposto troviamo la negazione della cura estetica, l’esibizione di una nudità che vuole (e riesce a) depotenziare la sessualità. Quando le giovanette spartane eseguivano nude i loro esercizi ginnici, l’esibizione di quella nudità esprimeva una amazzonica tendenza alla militarizzazione. Privata di eros questa nudità non é certo afroditica, appartiene piuttosto all’atletismo di Artemide. L’agile Dea dalla corta tunica e dal passo marziale.