Meditazione e colesterolo
Come la meditazione cambia il metabolismo.
La pratica della meditazione e dello yoga può essere utile al fine di prevenire altre malattie cardiovascolari, come l’aterosclerosi e l’ipertensione, che sono tra le principali cause di decesso in occidente.

Imparare a rilassarsi e ridurre lo stress attraverso la meditazione può ridurre laterosclerosi ed il rischio di attacco cardiaco e infarto.
Uno studio pubblicato su Stroke, la rivista scientifica dellassociazione dei cardiologi americani, ha rilevato come la meditazione da sola, senza essere accompagnata da particolari cambiamenti nella dieta e nello stile di vita, né essere affiancata a terapie farmacologiche mirate, sia in grado di ridurre laterosclerosi.

Un gruppo di ricercatori americani della Drew University of Medicine and Science di Los Angeles ha tenuto in osservazione per sette mesi un gruppo di 60 volontari, uomini e donne.
Prima dellesperimento è stato misurato, attraverso gli ultrasuoni, lo spessore della parete interna della carotide degli individui sottoposti a esame, è stato cioè rilevato il livello di colesterolo depositato sulle pareti dei vasi arteriosi, che è uno degli indici di misura del livello di aterosclerosi, nonché un indicatore della probabilità del manifestarsi di attacchi cardiaci. Gli individui sono stati poi divisi in due gruppi; uno è stato sottoposto ad un programma salutistico, laltro ha seguito un programma di meditazione trascendentale.

Alla fine del programma si è riscontrato che, negli individui che avevano seguito il programma di meditazione, lo spessore della parete interna della carotide era diminuito di 0.098 mm, mentre nel gruppo che aveva seguito il programma salutistico lo spessore era aumentato di 0.054 mm.
È importante notare che una riduzione spessoria di 1 mm indica, approssimativamente, una diminuzione del rischio di attacco cardiaco pari all’11%, e una diminuzione del rischio di infarto variabile dal 7 al 15 percento. I miglioramenti riscontrati nel gruppo che aveva praticato la meditazione erano paragonabili ai risultati che si possono ottenere attraverso una terapia farmacologica mirata e una rilevante modificazione dello stile di vita.
Uno studio analogo dello stesso gruppo di ricercatori, svolto su persone anziane, età media 74 anni, ha ottenuto analoghi risultati positivi.

Francesca Donnini