Villanzone ed elegantissimo
Perché le persone di valore non dedicano particolare attenzione al proprio abbigliamento.
Nessuna persona davvero di valore dedica particolare attenzione al proprio abbigliamento. Lo scrive Mina sulla Stampa, in un bell'articolo contro la moda e i modaioli, e può permetterselo, essendo una delle poche vere dive italiane di sempre. Sottoscrivo: la regola enunciata da Mina, come tutte le regole, ha qualche (rara) eccezione, ma non è difficile verificarla.

L’ossessione italiana per l’abito e per il look ha coinciso con uno dei periodi meno felici e fervidi della nostra storia, come se ci fosse un nesso preciso tra il deperire della sostanza e il trionfo del formalismo. Basta girare per l’Europa, in città spesso più pulite, più ordinate più progredite delle nostre, per accorgersi che la gente, in media, è vestita in maniera molto più informale, quasi trasandata.

Da noi, al contrario, non è rara la figura antropologica del villanzone elegantissimo, o della povera di spirito agghindatissima, e ci sono scorci di gruppo (certi pubblici negli studi televisivi, certi strusci per lo shopping del sabato) all’insegna di un travestitismo collettivo che non ha eguali al mondo, ipertruccato e pacchiano.

Quanto alle persone davvero di valore che se ne fregano dell’abito, ognuno di noi ne conosce o ne ha conosciute parecchie: molto semplicemente, non ne hanno bisogno. Bastano la faccia, le parole e l’atteggiamento verso gli altri a documentarne ampiamente lo stile.

M. Serra