Organizzazione dell'ambiente, organizzazione del corpo
pagina senza citazioni perché arredata zen
Quanto più il sistema nervoso di un organismo è sofisticato e sensibile, tanto più intensa è la sua risposta agli stimoli.
Cervello destro e cervello sinistro

Muoversi in uno spazio pieno di mobili ingombranti da evitare, usare arredi pieni di spigoli che rappresentano una minaccia costante – anche se ormai li si evita per abitudine – oppure oggetti pericolosi, come caffettiere che scottano perché hanno perso un pezzo di manico o elettrodomestici che danno la scossa, è qualcosa che tiene costantemente l’organismo e quindi il sistema nervoso in uno stato di allarme. Allo stesso modo, un oggetto sgradevole, un mobile, un palo della luce o un traliccio che si trovino costantemente nel proprio campo visivo producono uno stimolo disturbante che non consente mai una situazione di completo riposo al sistema nervoso, e quindi nemmeno al corpo e allo stato emotivo. Se libri, cartellette e pennarelli, invece di essere riposti sulla libreria o dentro un cassetto, rimangono regolarmente a ingombrare la scrivania, è probabile che, per la maggior parte del tempo, la persona che la utilizza si trovi in uno stato di coscienza – o in una modalità del sistema nervoso – caratterizzato da una maggiore attività dell’emisfero sinistro del cervello, quello attivato appunto dal riconoscimento degli oggetti.

Se l’emisfero sinistro identifica e analizza ogni oggetto riconoscibile che delimita lo spazio, quello destro è attivo invece quando, guardando una stanza o un panorama, si nota soprattutto lo spazio tra le cose. Parecchi studi sulla funzionalità cerebrale dimostrano che la condizione fisiologica più vantaggiosa è quella che si verifica quando entrambi gli emisferi sono attivi. In questo modo sono infatti possibili sia l’alternanza che la sinergia delle funzioni specifiche e complementari dei due emisferi, quindi il recupero per ciascuna delle due parti e la capacità di affrontare i problemi che si presentano. Il tutto grazie al fatto di poter accedere contemporaneamente alle proprie risorse razionali e a quelle intuitive. Ma vista e considerata la specificità di queste funzioni e la loro modalità di attivazione, quando si satura regolarmente lo spazio in cui si vive con qualcosa di riconoscibile – a cui automaticamente viene assegnato un nome e non solo una forma spaziale neutra – è abbastanza inevitabile che lo stato di coscienza viri verso le modalità caratteristiche del solo cervello sinistro, razionale e analitico.

Così mentre muoversi all’interno di un giardino zen, in mare aperto o nel deserto evoca prevalentemente modalità legate all’attività del cervello destro, e quindi stimola le facoltà più intuitive e olistiche, all’altro estremo, muoversi in uno spazio saturo di oggetti peculiari come il Vittoriale (la casa-museo di Gabriele D’Annunzio), o lungo una strada provinciale tappezzata di cartelloni pubblicitari e costellata di segnali stradali, capannoni industriali e ipermercati, porta più facilmente nello stato di razionalità caratteristico del cervello sinistro.

Ovviamente con beneficio d’inventario: l’organismo umano infatti, benchè sensibile non è impotente. Tanto che anche in un ambiente come quello descritto è sempre possibile che lo sguardo sia catturato dallo spazio tra le macchine o dal contorno indistinto tra gli edifici piuttosto che dagli oggetti. Ma le probabilità scendono vertiginosamente. Per altro, è palese come non sia questa l’intenzione di chi progetta i cartelloni pubblicitari e i segnali stradali (dalla cui visibilità dipende la sicurezza degli automobilisti) mentre, al contrario, un giardino o un dipinto zen sono studiati con il preciso scopo di portare l’attenzione sullo spazio tra le poche forme neutre presenti.

E’ facile a questo punto comprendere come l’ambiente in cui si vive, sia in casa che fuori, abbondi di spazi con caratteristiche del primo tipo. Se non ci si crea appositamente uno spazio libero, un angolo meno carico o una scrivania sgombra, perfino in casa è facile ritrovarsi privati della possibilità di recupero garantita dall’alternanza dei due emisferi cerebrali. Al di là delle mode, uno dei meriti che si possono riconoscere al movimento New Age è di aver comunque reintrodotto anche nella nostra cultura un gusto per spazi che ben si accordano allo stato meditativo o di vuoto mentale.

j. tolja - f. speciani
dal libro: Pensare col corpo