Architettura salva-personalità
I prodotti del design e dell’architettura
mentre in modo meccanico ci tengono al caldo e ci aiutano,
allo stesso tempo ci sollecitano a essere un certo tipo di persone
Perché il motivo per cui ci serve che gli oggetti intorno a noi ci parlino di qualità come dignità e chiarezza non è così evidente.
Perché dovrebbe importare quello che il nostro ambiente ha da dirci? Perché gli architetti dovrebbero preoccuparsi di progettare edifici che comunichino particolari idee e sentimenti e perché dovremmo lasciarci influenzare negativamente da luoghi portatori di quelle che noi consideriamo allusioni sbagliate? Perché siamo soggetti, e lo siamo in maniera così inopportuna, a ciò che dicono gli spazi che abitiamo?

La nostra sensibilità per l’ambiente circostante può essere ricondotta a un’inquietante caratteristica della psicologia umana, cioè al fatto che dentro di noi albergano diverse personalità e non con tutte ci sentiamo ugualmente a nostro agio, al punto che ci capita, in certi momenti, di lamentarci di esserci allontanati da quella che riteniamo la nostra vera personalità.

Purtroppo, la personalità di cui in quei momenti avvertiamo la mancanza – lo sfuggente lato autentico, creativo e spontaneo del nostro carattere – non può essere convocata a nostra discrezione. Il suo manifestarsi dipende, in misura umiliante, dai luoghi in cui ci capita di trovarci, dal colore dei mattoni, dall’altezza dei soffitti e dalla disposizione delle strade. In una stanza d’albergo strangolata da tre autostrade o in un deserto di palazzoni diroccati, l’ottimismo e la determinazione rischiano di svanire come acqua che cola da un contenitore forato. Magari cominciamo anche a dimenticare che avevamo delle ambizioni o dei motivi per provare entusiasmo e speranza.

Facciamo affidamento sull’ambiente circostante affinché indirettamente rappresenti e ci rammenti gli stati d’animo e le idee a noi cari. Ci aspettiamo che i nostri edifici, come una specie di stampo psicologico, ci tengano legati a un’utile concezione di noi stessi. Intorno a noi disponiamo forme materiali che ci comunicano di che cosa abbiamo bisogno interiormente per non rischiare di dimenticarcene. Ci rivolgiamo alla tappezzeria, alle panche, ai quadri, alle strade per arrestare la scomparsa delle nostre vere personalità.

A. de Botton

dal libro “Architettura e felicità”

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